Compagnia la flotta

La Compagnia teatrale “La Flotta” è nata nel 2019 con il Progetto Teatro Inclusivo all’interno della Casa Circondariale “G. De Angelis” di Arienzo (CE). Un lungo percorso di laboratorio teatrale all’interno dell’Istituto Penitenziario ha potuto creare un serio legame con i detenuti e l’Istituto Penitenziario stesso. Il laboratorio teatrale ha formato un gruppo di detenuti solido ed unito tra loro. La Compagnia è composta da detenuti, ex detenuti che rientrano in carcere come formatori e attori del progetto teatrale e professionisti del settore dello spettacolo dal vivo.

Spettacoli dal carcere

La Compagnia “La Flotta” ha prodotto uno spettacolo nel mese di luglio 2021 dal nome “Alterazioni” riconosciuto dagli addetti ai lavori, dalle Istituzioni locali e della Regione Campania.

Alterazioni ha debuttato il 20-21-22 luglio 2021 presso la Casa Circondariale di Arienzo, il 9 settembre 2021 al Premio Concetta Barra presso l’Isola di Procida (NA), presso la sede dell’Università Federico II di Napoli su invito della stessa Complesso San Marcellino e Festo il 15 dicembre 2021.

Note di regia di Alterazioni. (Produzione 2021)

La compagnia “La Flotta” si è concentrata, dal 2019 al 2021, sulla ricerca e lo studio del vizio, non inteso solo come perversione, ma interpretato attraverso la visione e l’analisi dell’essere umano. Si è partiti, ovviamente dalla definizione del vizio, dalla sua etimologia, ma il suo studio ci ha portato ad analizzare il vizio inteso strettamente come difetto, l’uomo inteso come essere difettoso, pieno di contraddizioni e di sfaccettature. L’analisi del concetto di vizio è partita dalla dinamica dei sette vizi capitali, spostando poi l’attenzione sulla percezione del vizio: cosa è per noi il difetto e cosa provoca in noi, sia quando lo vediamo proiettato negli altri, sia quando lo sentiamo parte di noi.

Raccogliendo le storie dei detenuti, le loro personali visioni e i complicati vissuti, si è proceduto ad una vera e propria co-creazione di un percorso di spettacolo itinerante che segue la traccia delle emozioni innescate dall’animo umano. Per rendere leggibile a tutti l’intenso percorso di studio che i detenuti stavano facendo su se stessi, abbiamo deciso insieme di utilizzare il racconto come mezzo di comunicazione. I detenuti hanno scelto di utilizzare la favola come strumento di espressione, narrando le evoluzioni e le emozioni che la stessa fiaba può trasmettere attraverso i protagonisti che ne fanno parte. Siamo partiti da racconti molto vicini al difetto, alla caduta, all’errore; abbiamo utilizzato i testi de Lo Cunto de li Cunti di Giambattista Basile e Le Dodici storie di Natale di Roberto De Simone. Sviscerando i personaggi di alcune leggende, abbiamo estrapolato i concetti più riflettibili nell’attualità, partendo da tutto ciò che può essere visto con disgusto e quindi allontanato, ma che solo mediante la favola può essere apprezzato, accettato e ascoltato. Dalla raccolta delle riflessioni sul difetto e dalla loro presenza espressa o ricavabile all’interno dei racconti, è nato lo spettacolo Alterazioni. Il difetto è un’alterazione della condizione di partenza, rende estranei ed estraniati. L’affinità tra l’alterazione e il detenuto ha consentito di percepire lo spettacolo nelle sue intime declinazioni. Il detenuto, bistrattato, di indole viziosa come tutti gli esseri umani, è molto spesso spinto al vizio da una necessità che è quella della sopravvivenza, poiché crede che questa sia l’unica strada da percorrere. La storia raccontata diventa un filtro magico, una formula di espiazione per esorcizzare ed analizzare le nostre continue cadute. Nessuno sarà colpevole, ma tutti avranno la possibilità di riflettere. Ogni racconto ha un filo conduttore con la realtà, la leggenda diventa quindi strumento di analisi delle fragilità umane.

Un viaggio attraverso un mondo contemporaneo ma distorto dalla realtà dell’onirico e dell’immaginario. Realtà e fantasia si incontrano in un cammino fatto di parole, di visioni e di giochi. Voci urlate e sussurrate che diventano monito e guida per chi le ascolta. L’uomo ha paura del confronto con la realtà preferendo abbassarsi a compromessi. Ma la memoria risale a galla, riecheggia forte e si fa imperiosa, insistente e diventa legge da rispettare. La corruzione, il potere, l’indifferenza e l’omertà sono i protagonisti dell’esistenza manipolata raccontata.

Come in un girone dantesco il pubblico ritrova se stesso di fronte alle anime perdute del mondo contemporaneo, quelle stesse anime bistrattate, dimenticate dai più. Siamo così solo dannatamente chiamati a riflettere e a urlare ad alta voce, con il cuore pulsante, il mondo che vorremmo.

Girone – trailer

Partendo dallo studio sui vizi capitali analizzati dalla Compagnia La Flotta presso la Casa Circondariale di Arienzo (CE), la ricerca ci ha portato ad estrapolare alcuni temi (pregiudizio, discriminazione, egoismo, prepotenza) da cui è nato il seguito del lavoro di Alterazioni-Il Mondo sottosopra, presentato in forma di studio con la compagnia di attori-detenuti della Casa di Reclusione di Sant’Angelo dei Lombardi (AV).

Lo spettacolo è un rifacimento al cabaret dell’assurdo del commediografo tedesco Karl Valentin da cui sono stati tratti alcuni testi, spaziando poi da i testi di Antonio Gramsci, toccando Matilde Serao, Schopenhauer, Martin Luter king, Albert Heinstein. Il mondo sottosopra, oltre ad essere uno spettacolo di cabaret e clownerie, è un rifacimento chiaro al mondo in cui viviamo, fatto di maschere, di finzione e di puro egoismo. Proprio da questi elementi si genera il male più grande della nostra epoca, L’INDIFFERENZA. Dopo la più grande malattia del secolo moderno la depressione, sconfitta con trucchi, giochi, e finto benessere, l’indifferenza è diventata la vera malattia della nostra epoca.

In questa epoca non ci accorgiamo chi siamo, dove viviamo, cosa facciamo, e camminiamo inermi di fronte ad un cambiamento epocale che non ci appartiene, un cambiamento che ci converte e ci costringe ad essere solamente marionette di un fare ma non di un pensare. Il mondo sottosopra è un punto di riflessione sugli ultimi, sui differenti, considerati poco adatti allo sviluppo del domani, è una catena di montaggio, che si dovrebbe spezzare per aprire le porte ad un desiderio altro ed ad una domanda che ci appartiene: noi che mondo vogliamo?

Alterazioni – ovvero il Mondo Sottosopra

Partendo dalla trilogia dei precedenti lavori (Alterazioni, Alterazioni-ovvero il mondo sottosopra, Girone) che la Compagnia La Flotta, composta da detenuti, ex detenuti e professionisti dello spettacolo dal vivo della Casa di Reclusione “G. De Angelis” di Arienzo (CE), ha prodotto e rappresentato, siamo giunti ad un lavoro che racchiude gli spettacoli precedenti, ma che rivolge lo sguardo verso un altro tema a noi molto caro: l’attesa. Il tempo che passa senza che nulla cambi, è il tema portante della nuova produzione della Compagnia La Flotta. L’essere umano sempre al centro di questa vita mai in evoluzione, si domanda che mondo vorrebbe avere davanti a sé. 

Tale domanda viene posta dai personaggi che fanno parte di questo viaggio verso lo spettatore: che mondo vorrebbe per sé e per i suoi figli?

Di fronte all’attesa, all’indifferenza di un mondo immobile che guarda inerme lo scorrere della vita, ci prendiamo il lusso di agire con l’espiazione della colpa attraverso l’Amore.

Germogli – trailer

Spettacoli

La Compagnia “La Flotta” ha prodotto uno spettacolo nel mese di luglio 2021 dal nome “Alterazioni” riconosciuto dagli addetti ai lavori, dalle Istituzioni locali e della Regione Campania.

Alterazioni ha debuttato il 20-21-22 luglio 2021 presso la Casa Circondariale di Arienzo, il 9 settembre 2021 al Premio Concetta Barra presso l’Isola di Procida (NA), presso la sede dell’Università Federico II di Napoli su invito della stessa Complesso San Marcellino e Festo il 15 dicembre 2021.

Note di regia di Alterazioni. (Produzione 2021)

La compagnia “La Flotta” si è concentrata, dal 2019 al 2021, sulla ricerca e lo studio del vizio, non inteso solo come perversione, ma interpretato attraverso la visione e l’analisi dell’essere umano. Si è partiti, ovviamente dalla definizione del vizio, dalla sua etimologia, ma il suo studio ci ha portato ad analizzare il vizio inteso strettamente come difetto, l’uomo inteso come essere difettoso, pieno di contraddizioni e di sfaccettature. L’analisi del concetto di vizio è partita dalla dinamica dei sette vizi capitali, spostando poi l’attenzione sulla percezione del vizio: cosa è per noi il difetto e cosa provoca in noi, sia quando lo vediamo proiettato negli altri, sia quando lo sentiamo parte di noi.

Raccogliendo le storie dei detenuti, le loro personali visioni e i complicati vissuti, si è proceduto ad una vera e propria co-creazione di un percorso di spettacolo itinerante che segue la traccia delle emozioni innescate dall’animo umano. Per rendere leggibile a tutti l’intenso percorso di studio che i detenuti stavano facendo su se stessi, abbiamo deciso insieme di utilizzare il racconto come mezzo di comunicazione. I detenuti hanno scelto di utilizzare la favola come strumento di espressione, narrando le evoluzioni e le emozioni che la stessa fiaba può trasmettere attraverso i protagonisti che ne fanno parte. Siamo partiti da racconti molto vicini al difetto, alla caduta, all’errore; abbiamo utilizzato i testi de Lo Cunto de li Cunti di Giambattista Basile e Le Dodici storie di Natale di Roberto De Simone. Sviscerando i personaggi di alcune leggende, abbiamo estrapolato i concetti più riflettibili nell’attualità, partendo da tutto ciò che può essere visto con disgusto e quindi allontanato, ma che solo mediante la favola può essere apprezzato, accettato e ascoltato. Dalla raccolta delle riflessioni sul difetto e dalla loro presenza espressa o ricavabile all’interno dei racconti, è nato lo spettacolo Alterazioni. Il difetto è un’alterazione della condizione di partenza, rende estranei ed estraniati. L’affinità tra l’alterazione e il detenuto ha consentito di percepire lo spettacolo nelle sue intime declinazioni. Il detenuto, bistrattato, di indole viziosa come tutti gli esseri umani, è molto spesso spinto al vizio da una necessità che è quella della sopravvivenza, poiché crede che questa sia l’unica strada da percorrere. La storia raccontata diventa un filtro magico, una formula di espiazione per esorcizzare ed analizzare le nostre continue cadute. Nessuno sarà colpevole, ma tutti avranno la possibilità di riflettere. Ogni racconto ha un filo conduttore con la realtà, la leggenda diventa quindi strumento di analisi delle fragilità umane.

Un viaggio attraverso un mondo contemporaneo ma distorto dalla realtà dell’onirico e dell’immaginario. Realtà e fantasia si incontrano in un cammino fatto di parole, di visioni e di giochi. Voci urlate e sussurrate che diventano monito e guida per chi le ascolta. L’uomo ha paura del confronto con la realtà preferendo abbassarsi a compromessi. Ma la memoria risale a galla, riecheggia forte e si fa imperiosa, insistente e diventa legge da rispettare. La corruzione, il potere, l’indifferenza e l’omertà sono i protagonisti dell’esistenza manipolata raccontata.

Come in un girone dantesco il pubblico ritrova se stesso di fronte alle anime perdute del mondo contemporaneo, quelle stesse anime bistrattate, dimenticate dai più. Siamo così solo dannatamente chiamati a riflettere e a urlare ad alta voce, con il cuore pulsante, il mondo che vorremmo.

Girone – trailer

Partendo dallo studio sui vizi capitali analizzati dalla Compagnia La Flotta presso la Casa Circondariale di Arienzo (CE), la ricerca ci ha portato ad estrapolare alcuni temi (pregiudizio, discriminazione, egoismo, prepotenza) da cui è nato il seguito del lavoro di Alterazioni-Il Mondo sottosopra, presentato in forma di studio con la compagnia di attori-detenuti della Casa di Reclusione di Sant’Angelo dei Lombardi (AV).

Lo spettacolo è un rifacimento al cabaret dell’assurdo del commediografo tedesco Karl Valentin da cui sono stati tratti alcuni testi, spaziando poi da i testi di Antonio Gramsci, toccando Matilde Serao, Schopenhauer, Martin Luter king, Albert Heinstein. Il mondo sottosopra, oltre ad essere uno spettacolo di cabaret e clownerie, è un rifacimento chiaro al mondo in cui viviamo, fatto di maschere, di finzione e di puro egoismo. Proprio da questi elementi si genera il male più grande della nostra epoca, L’INDIFFERENZA. Dopo la più grande malattia del secolo moderno la depressione, sconfitta con trucchi, giochi, e finto benessere, l’indifferenza è diventata la vera malattia della nostra epoca.

In questa epoca non ci accorgiamo chi siamo, dove viviamo, cosa facciamo, e camminiamo inermi di fronte ad un cambiamento epocale che non ci appartiene, un cambiamento che ci converte e ci costringe ad essere solamente marionette di un fare ma non di un pensare. Il mondo sottosopra è un punto di riflessione sugli ultimi, sui differenti, considerati poco adatti allo sviluppo del domani, è una catena di montaggio, che si dovrebbe spezzare per aprire le porte ad un desiderio altro ed ad una domanda che ci appartiene: noi che mondo vogliamo?

Alterazioni – ovvero il Mondo Sottosopra

Partendo dalla trilogia dei precedenti lavori (Alterazioni, Alterazioni-ovvero il mondo sottosopra, Girone) che la Compagnia La Flotta, composta da detenuti, ex detenuti e professionisti dello spettacolo dal vivo della Casa di Reclusione “G. De Angelis” di Arienzo (CE), ha prodotto e rappresentato, siamo giunti ad un lavoro che racchiude gli spettacoli precedenti, ma che rivolge lo sguardo verso un altro tema a noi molto caro: l’attesa. Il tempo che passa senza che nulla cambi, è il tema portante della nuova produzione della Compagnia La Flotta. L’essere umano sempre al centro di questa vita mai in evoluzione, si domanda che mondo vorrebbe avere davanti a sé. 

Tale domanda viene posta dai personaggi che fanno parte di questo viaggio verso lo spettatore: che mondo vorrebbe per sé e per i suoi figli?

Di fronte all’attesa, all’indifferenza di un mondo immobile che guarda inerme lo scorrere della vita, ci prendiamo il lusso di agire con l’espiazione della colpa attraverso l’Amore.

Germogli – trailer

Video